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13 Regole per i Praticanti

1.
La pratica del Ki ci insegna il sentiero dell'unione con I' universo. Coordinare mente e corpo per diventare una cosa sola con la natura stessa è il fondamentale obiettivo dell'allenamento del Ki.

2. Come la natura ama e protegge tutto il creato e aiuta tutte le cose a crescere e svilupparsi, così dobbiamo insegnare con sincerità e senza discriminazioni o parzialità.

3. Non esiste discordia nell'assoluta verità dell'universo ma c'è discordia nel regno delle verità relative. Combattere col prossimo e vincere porta soltanto ad una vittoria relativa. Ricercare solo una vittoria relativa porta, presto o tardi, ad una inevitabile sconfitta. Quindi, mentre praticate per diventare forti, imparate come evitare i combattimenti e le dispute. Imparate a proiettare il vostro partner e gioitene, imparate ad essere proiettati e gioitene ancora e soprattutto aiutate per quanto vi è possibile i vostri compagni ad imparare correttamente; ciò vi farà progredire molto rapidamente.

4. Non criticate alcuna delle arti marziali. La montagna non ride del fiume perché è basso, né il fiume parla male della montagna perché essa non si può muovere. Ognuno ha le proprie caratteristiche ed ha diritto al proprio posto nella vita. Parlate male degli altri e questo si ritorcerà sicuramente contro di voi.

5. Le arti marziahcominciano e finiscono con la cortesia, non solo nella forma ma soprattutto nella mente e nel cuore. Rispettate I'insegnante che ri ha formato e non smettete di provare gratitudine specialmente per il fondatore che ha mostrato la via. Chi è negligente su questo punto non si sorprenda se i suoi allievi non lo rispetteranno troppo.

6. Fate attenzione ad evitare la vanità. La vanità non solo ferma il vostro progresso ma causa il vostro regresso. La natura è illimitata, i suoi principi sono profondi. Che cosa porta alla vanità? Essa è portata da bassi pensieri ed indulgere in tale sentimento compromette i vostri ideali.

7. Coltivate la calma mentale che viene dall'esercizio della concentrazione, consistente nel contrarre mentalmente I'universo fino ad identificarlo con il punto. Ricordatevi che è riprorevole avere pregiudizi. Non discutete con gli altri soltanto per difendere il vostro punto di vista: il giusto è giusto, l'errore è errore. Giudicate con calma cosa è giusto e cosa è sbagliato e, se dovete ammettere onestamente che state sbagliando, fate ammenda senza indugio. Se incontrate qualcuno superiore a voi accettate di buon grado il suo insegnamento. Se qualcuno è in errore, spiegategli con calma che cosa è giusto e cercate di farvi comprendere.

8. Anche un veÍne di un centimetro ha mezzo centimetro di spirito. Ogni uomo rispetta se stesso. Non disprezzate dunque nessuno né ufate I' altrui auto-rispetto. Trattate il prossimo con rispetto ed egli vi rispetterà. Prendetevene gioco ed egli si prenderà gioco di voi. Rispettate la sua persona ed ascoltate i suoi punti di vista ed otterrete tutto il suo rispetto.

9. Non adiratevi. Se vi adirate significa che la vosffa mente si è distratta dal punto. L ira è qualcosa di cui vergognarsi nell'allenamento del Ki. Non adiratevi per voi stessi ma fatelo quando le leggi della natura o del vivere sociale sono in pericolo: concentratevi sul punto e tirate fuori tutta la vostra ira. Sappiate che chi si adira facilmente perde coraggio nei momenti importanti.

10. Non risparmiate i vostri sforzi quando insegnate. Voi crescerete così come crescono i vostri allievi; non siate impazienti quando insegnate, nessuno può imparare le cose bene in una volta. La persever anza è importante nell' insegnamento, come lo sono la pazienza, la gentilezza e I' abilità nel mettervi nei panni dei vostri allievi.

11. Non siate un istruttore altezzoso. Gli allievi crescono nella misura in cui obbediscono al loro insegnante. È una speciale caratteristica dell'allenamento del Ki che anche la crescita dell'insegnante sia legata al suo insegnamento. L'allenamento richiede un'atmosfera di mutuo rispetto tra I' insegnante e gli allievi. Se vedete un uomo altezzoso, vedete un piccolo uomo.

12. Nella pratica non mostrate la vostra forza senza un buon motivo, per non risvegliare la resistenza nella mente di chi vi osserva. Non discutete della forza ma insegnate la strada giusta: le parole da sole non possono spiegare. Talvolta, facendo la parte di chi deve subire una tecnica, potete insegnare molto meglio. Non fermate a metà il movimento dei vostri allievi e non interrompete il loro Ki prima che possano avere completato il loro movimento o farete acquisire loro una cattiva abitudine.

13. Fate con convinzione tutto quello che fate. Studiamo intensamente i principi dell'universo e mettiamoli in pratica e l'universo ci proteggerà. Non abbiamo nulla da dubitare o da temere. La convinzione reale viene dalla fiducia di essere una cosa sola con I' universo. Dobbiamo avere il coraggio di dire, come Confucio: "Se ho il cuore puro sono in grado di fronteggiare un nemico di diecimila uomini".