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Aiki Taiso

C’è una grande confusione...

In realtà la parola "taiso" può anche considerarsi un termine molto aspecifico il cui significato è ginnastica (tai = corpo, so = movimento) e di conseguenza anche il suo insegnamento sarà forzatamente aspecifico. Se immaginiamo che i ben pensanti sono convinti che il taiso sia la ginnastica dell’aikido ecco spiegato il livello inflazionistico di tale terminologia. Non si può certo colpevolizzare quegli istruttori che non possono proporre ai loro allievi ciò che non conoscono, ma in ogni caso è opportuno fare un po’ di chiarezza !

Alcuni identificano l’aiki-taiso con quella limitata serie di esercizi più o meno legati alla pratica dell'aikido.

Altri pensano che si tratti di esercizi molto generici di meditazione e respirazione.

Altri ancora propongono alcuni movimenti di ginnastica "dolce" come se fossero esercizi di aiki-taiso.

Infine altri insegnanti pensano di limitare l’aiki-taiso a quei pur fondamentali movimenti base facenti parte del "kihon" (sequenza di riferimento) di aiki-taiso che il Maestro Kobayashi Hirokazu proponeva all’inizio di ogni corso di aikido.

Piccola storia dell’aiki-taiso

Prima di tutto occorre dire che l’aiki-taiso è una disciplina specifica e a se stante, che già era studiata e praticata nella Daito ryu come "Aiki shin no taiso".

Racchiudendo essa esperienze secolari di pratiche corporee più o meno esoteriche, compreso il sapere degli yamabushi (sorta di eremiti a cui la popolazione giapponese portava enorme rispetto e le cui conoscenze spaziavano dalla medicina esoterica alle pratiche magiche), non si può non rimarcare il fatto che anche Wanisaburo Deguchi (capo dell’Omotokyo) era un yamabushi, che ad esso Ueshiba Morihei (fondatore dell’aikido "moderno") fu molto legato e che il Maestro Kobayashi Hirokazu oltre che essere discepolo diretto di Ueshiba Morihei era in possesso lui stesso del titolo di Shihan della Daito ryu per la regione giapponese del Kansai (comprendente le città di Osaka, Kyoto, Nara, Kobe).

Ciò certamente può spiegare l’enorme esperienza che il Maestro Kobayashi Hirokazu ha potuto trarre da tutti questi insegnamenti, ma d’altro canto non bisogna dimenticare che egli non ha mai trasmesso pubblicamente il suo sapere (anche quando eseguiva il kihon di aiki-taiso all’inizio dei corsi di aikido i riferimenti verbali erano estremamente generici e contenuti).

Occorre qui sottolineare che la trasmissione del sapere nell’ambito dell’aiki-taiso è sempre stata orale da maestro a discepolo fino ai giorni nostri, nella relazione tra Ueshiba Morihei e Kobayashi Hirokazu e tra Kobayashi Hirokazu e Andrè Cognard, suo discepolo.

Cos’è l’aiki-taiso

L’Aiki-taiso, che ha come punto di riferimento O-Sensei Ueshiba Morihei oltre che altri insegnanti, è una geniale armonizzazione di posture, movimenti ed esercizi, tecniche di respirazione e meditazione, tecniche di rilassamento la cui origine si perde nelle pratiche secolari di differenti discipline corporee e spirituali orientali quali il Sumo, l’Omotokyo, lo Shintoismo, il Buddismo zen, le tecniche degli yamabushi, lo sciamanesimo, il kappo seppo (di cui fanno parte il Do in, lo Shiatsu nonchè il Kuatsu e l’O-Kuatsu che sono tecniche di reflessologia e di rianimazione), il Katsugen ( o movimento rigeneratore), il Kototama, il Teatro No e le Danze tradizionali (da cui derivano particolari forme di camminate) il tutto associato a molteplici riferimenti come ad esempio la numerologia ma anche l’agopuntura e le scienze mediche moderne.

In ogni caso, dice il Maestro Cognard, che " la lista non può essere esauriente e la simbologia è sia complessa che eclettica" e inoltre che la sua esperienza sull’aiki-taiso "si basa su una conoscenza acquisita attraverso la pratica e l’ascolto delle parole di Kobayashi Sensei, nonché attraverso una ricerca personale la cui motivazione iniziale è stata di demistificare e attualizzare il linguaggio usato per descrivere l’aiki-taiso."

Dice ancora il Maestro Andrè Cognard : "il vocabolo aiki viene spesso usato dai praticanti come un diminutivo di aikido, mentre invece esprime un concetto generale di armonizzazione dell’energia che oltrepassa l’ambito della pratica tecnica dell’aikido e della via dell’aiki come "saper essere". Oltrepassa anche l’idea di via come iniziazione individuale o collettiva dell’umano, perché esprime un’armonia i cui fondamenti sono l’amore, l’intelligenza o saggezza universale, il valore assoluto della vita.

Taiso significa ginnastica, non intesa come ginnastica del corpo ma come ginnastica dell’essere corpo - spirito.

L’aiki-taiso riguarda il rapporto tra l’energia interna e quella esterna e tratta sia la sfera psichica che quella somatica, descrivendo nel primo caso il rapporto tra vibrazione e respirazione, nel secondo la relazione tra pulsione ed emozione".

Come agisce l’aiki-taiso

L’aiki-taiso agisce secondo le direttrici posturologica, energetica e psicologica intervenendo sull’insieme Corpo - Emozioni - Pensiero senza che alcuno di questi elementi possa venire escluso.

L’aiki-taiso è una pratica individuale che propone, attraverso un’infinita serie di esercizi, un lavoro energetico sul proprio corpo al fine attenuare o risolvere quelle tensioni e quei malfunzionamenti organici che sono dovuti a "traumatismi" psichici consci e inconsci (intervenuti non solo nel nostro passato recente ma anche a livello adolescenziale, infantile, così come al momento della nascita o durante il periodo della gestazione o la momento del concepimento o ancor prima) e che condizionano la qualità della nostra vita, sia a livello personale che relazionale o lavorativo.

Ci permette quindi di riappropriarci delle nostre potenzialità energetiche, con il conseguente miglioramento della nostra capacità di pensare, agire, creare.

Non è un metodo terapeutico, bensì uno strumento per la ricerca di sé, della propria identità, aldilà e senza peraltro prescindere da quelle che sono le influenze transgenerazionali e del collettivo.

L’aiki-taiso ci da la possibilità di ottenere un nuovo punto di vista su di sé e sul mondo.

Chi può praticare aiki-taiso

L’aiki-taiso può essere praticato da tutti, indistintamente. Non è richiesto alcun requisito fisico particolare e non è incompatibile con altre discipline, sportive e non, eventualmente svolte.


Pagine secondarie (1): Il Concetto di Centro