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Shintoismo


Dal nipponico "Shin-tô" (la "Via degli Dei", secondo la pronuncia "on", che si può pure pronunciare, alla maniera "Kun", come "Kami no Michi") con l’aggiunta del suffisso "ismo".

Lo Shintô, che non riconosce un Dio supremo, è un culto politeistico della natura e degli antenati. All’origine lo Scintoismo era aniconico, non aveva cioè nessuna immagine degli Dei; solo a seguito della commistione, nel Medioevo, di questa religione primitiva con il Buddismo del Grande Veicolo, si cominciarono a vedere statuette, rappresentanti le Divinità, disposte nei vari templi.

Lo Shintoismo ha formato il carattere e lo spirito del Giappone, è la religione dei suoi miti e degli inizi della sua storia, lungo i secoli è stata parte integrante in di tutti gli aspetti della vita sociale e politica . Nello Scintoismos’incontrano un gran numero di divinità della natura a cui si aggiungono, in epoca più tarda, le divinità terrestri, locali e familiari. Si parla di un numero di divinità che va da 80 a 800 mila , da ciò deriva la definizione del Giappone Shinkoku che vuol dire per l’appunto «paese degli dei». Soltanto nel VI secolo dell’Era Cristiana, all’epoca nella quale il Giappone entra nella storia e si inizia alla scrittura grazie alla sapiente Cina, faro culturale dell’area Estremo Orientale (come la Grecia per la Nostra Civiltà) l’antica "religio", originaria del Giappone, ricevette la denominazione cino-giapponese ("on") di "Shin-tô", che in giapponese puro ("kun") si diceva come innanzidetto "Kami no michi" (strada/Via degli Dei), per distinguersi dal Buddismo che si chiamava "Butsu-do" (strada/Via di Budda), introdotto per l’appunto all’epoca del 29°Imperatore, Kimmei (540 – 571).

Essa ha unificato la cultura del popolo, sacralizzato tutti i suoi regnanti, non solo quelli antichi ma anche gli ultimi, ha dato le ideologie ai Kamikaze ed ha ispirato anche quel senso di estetica ed amore alla bellezza che è la caratteristica dei giapponesi.. E’ stato il collante sia a livello religioso che sociale e di pensiero, quando la cultura giapponese è entrata in contatto con la cultura cinese prima e con quella occidentale poi. E’ stato ancora lo Shintoismo ad infondere al popolo giapponese quella forza morale che lo ha sostenuto dopo la sconfitta

I testi sacri dello scintoismo, raccolti e trascritti solo in epoca buddista, sono tre raccolte mitologiche riunite sotto il titolo di Sam-bu-han-sho (i tre libri principali):

il Ku-ji-ki (storia degli avvenimenti antichissimi fino al 620 a.C.),


il Ko-ji-ki (storia dell’antichità che va fino al 712 a.C.)

ed il Nihon-gi (annali giapponesi fino al 720 d.C.).

Periodo leggendario e protostorico:

costituzione delle leggende che formano la base dello Scintoismo

620 a.C.: Jimmu, primo Imperatore del Giappone (Mikado oppure Tennô, "Signore del Cielo"): è un personaggio leggendario, considerato il discendente di Amaterasu, Dea del Sole.

405 d.C.: Introduzione della scrittura cinese in Giappone.

552 d.D. : Introduzione del buddismo

673-686 : Regno del Mikado Temmu che decide di fissare le leggende dello Scinto e le cronologie imperiali: le fa imparare a memoria ad un certo Hieda-no-Are

711-712 : Redazione del Kujiki (raccolta di leggende e avvenimenti antichissimi che risalgono sino a questa data)

713 : Redazione, su ordine dell’imperatrice Gemmyo, di una raccolta di costumi delle province (il Fudoki)

720 : Redazione in cinese del Nihongi o più precisamente del Nihonshoki (annuali ufficiali del Giappone), sotto la direzione del Principe Toneri.

907 : Redazione di Engishiki («Regolamentazione dell’era Engi»)

Nel Kojiki e nel Nihongi si racconta degli antichi miti scintoisti, della creazione del mondo e degli uomini, dell’origine degli Dei. Izanagi e Izanami.

Il culto dei defunti è una delle principali caratteristiche dello Scintoismo. Il giapponese, costantemente assistito dai suoi antenati, crede che i morti abbiano un’esistenza invisibile, in cui continuano a vivere come spiriti buoni o spiriti maligni. Essi vivono in un paese chiamato Yomi, che corrisponde all’antico Ade dei greci.

Per quanto riguarda le tombe, queste sono considerate vere e proprie residenze dei morti, visitate dai parenti che comunicano all’antenato defunto gli avvenimenti più importanti della famiglia.

Il fedele, nella sua attività di culto, considera gli esseri divini come donatori di beni terreni; nelle redenzione non sono oggetto di preghiere.

Non esistono un premio o una punizione dopo la morte e quindi non esistono il Paradiso o l’Inferno.

 
Le feste Scintô, dette Matsuri, che hanno una diversa durata, un mese, tre giorni o un giorno, sono cerimonie di ringraziamento per i benefici ricevuti dagli Dei o cerimonie di supplica per allontanare le sciagure.

Un posto di particolare rilievo rivestono le feste connesse con l’adorazione religiosa della Famiglia Imperiale.

In occasione di queste feste è l’Imperatore in persona che officia il Culto nell’«atrio sacro» del Palazzo Imperiale.

Esiste un ordine di rango anche nei Templi come per gli Dei.

I templi più belli sono quelli di Ise, dove si adorano la Dea del Sole e la Dea dei Cibi, quello di Atsute presso Negoya, ed i tempietti del regno che sono dedicati agli antenati divini o ad alcuni Imperatori ed alte personalità.

 
Anche tra i Sacerdoti (che possono anche essere di sesso femminile), che si definiscono «Funzionari degli Dei», si distinguono diverse categorie. I Sacerdoti possono sposarsi e tramandano ereditariamente la loro carica nella famiglia. Oltre alle loro cariche religiose, esplicano anche una professione e indossano l’abito sacerdotale, che consiste in una veste bianca e sciolta con ampie maniche e in un berretto di taffetà nero quest’ultimo solo quando si occupano di culto.

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