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Wado-Ryu


I kata wado sono di derivazione shotokan, in quanto il M° Otzuka, fondatore dello stile è stato un allievo del M° Funakoshi, ma sono stati modificati in coerenza con lo spirito e lo scopo del nuovo stile.


Kata di base: 5 Pinan - I cinque kata Pinan sono stati creati ad Okinawa nel 1907 da Anko Itosu Sensei (Shuri-te) per i principianti, a partire da antichi kata (Kushanku, Bassai, Jion...) ritenuti troppo complessi per un'ampia divulgazione. Il Maestro Gichin Funakoshi, fondatore dello stile Shotokan, li riprese e con qualche modifica li chiamò "Heian", secondo la pronuncia giapponese degli ideogrammi di Pinan. (Heian,Pinan in cinese, stato di pace e di calma). Dopo il 1930 il Maestro Hironori Otsuka, essendosi separato dal Maestro Gichin Funakoshi, con il quale aveva iniziato ad imparare il Karate, creò il Wado Ryu ribattezzando i 5 kata: "Pinan" e tornando, ma solo in parte, alla loro antica configurazione. Nel Wado Ryu si debutta col secondo in quanto ritenuto dal Maestro il più comprensibile dei cinque.


Kata superiori:

Kushanku - Tramandato dallo Shuri te d'Okinawa. Il Kata prende il nome dal suo creatore, inviato militare cinese ad Okinawa nel 1762, Kung Hsian Chung (ma esistono numerose varianti del suo nome), originario di Funkien. Successivamente sviluppato dalla scuola Shorin Ryu d’Okinawa. Alcuni storici propongono "Kusanku" come il nome di un marinaio cinese approdato ad Okinawa nel 1756. Chiamato anticamente anche Kosokun in giappone, molti stili né includono una versione: per lo Shotokan, Gichin Funakoshi gli cambia il nome in "Kanku", "guardare il cielo" per il suo movimento iniziale, e se né pratica una forma grande Kanku dai ed una piccola Kanku sho, per il Wado Ryu Hirorori Otsuka ne riprende il nome originale "Kushanku", Shito Ryu (Shiho Kusanku), Shorin Ryu (Kusanku sho e Kusanku dai), Matsubayashi Ryu (Yara Kushanku), Kyokushinkai (Kanku)... Essendone l'origine, combina le numerose tecniche studiate nei Pinan con alcune variazioni d'altezza tipiche di questo Kata.

Naihanchi - Dal nome della posizione Naihanchi dachi, parte interna che si muove, né esistono 3 (Naihanchi-shodan, Naihanchi-nidan e Naihanchi-sandan) sviluppati da Choki Motobu. Tipici dello Stile Shuri te d’Okinawa, sono l’eredità dell’antico Karate che, molto prudente, esaltava i movimenti di scarsa ampiezza ma eseguiti seccamente. Il Maestro Funakoshi li chiamò Tekki per lo Shotokan dove sono attualmente eseguiti in Kiba dachi, cavaliere di ferro. Il Maestro Hironori Otsuka, per il suo Wado Ryu, riprese l’antico nome di questo kata. Naihanchi Shodan è composto di due parti simmetriche, mentre Nidan e Sandan lo sono in gran parte. I piedi sono leggermente convergenti e le ginocchia un po’ piegate per permettere la torsione superiore del corpo, perché nonostante la posizione sempre frontale, il busto e la testa girano spesso. Il kata si svolge, con spostamenti laterali limitati, interamente sull’asse trasversale. La posizione deve essere sempre forte. La tensione è sempre concentrata nel ventre (Tandem o Hara), e convergente nelle gambe; per questo anche nello Shotokan antico la posizione era meno aperta che adesso. Il corpo è sempre perfettamente in asse. Questi kata hanno un ritmo molto dinamico. Si ha l'idea di un combattimento contro avversari di fianco e frontali, con nessun attacco alle spalle.

Seishan - Le interpretazioni del nome sono diverse. Anticamente So chin (So: forza, violenza e chin: calma). Rappresenta la storia di 13 Ronin, cavalieri venuti dalla Cina. Uno eccelle in combattimento, uno in filosofia, uno in energia interiore, un altro in anticipo... tutti formano l’unità e la perfezione. Chiamato come il fondatore. 13 tecniche o 13 movimenti. Il primo Kanji che rappresenta Seisan  si traduce con "disposizione corretta" o più tradizionalmente, "posizione corretta". Il secondo carattere si pronuncia "sei" in giapponese, e non "san" come ad Okinawa, ma in questo modo si pronuncerebbe "sei-sei". Nel 1900, durante il periodo Yasutsune-Itosu, viene insegnato prima dei Pinan, nella scuola pubblica. Conosciuto inoltre come Seisan e, nello Shotokan, come Hangetsu (mezza Luna)  per i suoi movimenti semi circolari. Oltre che in numerose scuole di karate d’Okinawa e del Giappone (sia d’origine Shuri-te che Naha-te), questo Kata viene eseguito in Cina da alcune scuole di Kung fu (Stile del pugno di Monk o di Arhat, Stile del pugno del leone e Stile del pugno della tigre). Posizione di base utilizzata è sanchin.  Kata che integra allo stesso tempo l’eredità dello Shorei (origine Naha te) con i movimenti iniziali basati sulla respirazione lenta e profonda, e le tecniche veloci dello Shorin (origine Shuri te e Tomari te). Nella prima parte, si esalta la concentrazione ed il controllo della respirazione, accompagnati da un grosso lavoro di contrazione muscolare lenta ma estrema; e nella seconda parte, la fluidità, il dinamismo, e la potenza del combattimento.

Chintodi sicura origine cinese è basato, pare, sul Kung Fu della Gru bianca, è introdotto ad Okinawa da un funzionare cinese dello stesso nome. Una legenda narra di un marinaio cinese che, naufragato sull’isola, insegna il Kempo cinese a Matsumura che crea il Kata Chinto. Ci proviene dal Tomari-te e dal Shuri-te d’Okinawa, sviluppato nella scuola Shorin Ryu dell’isola. Secondo alcuni storici, "Cin" avrebbe ugualmente rapporto, nella lingua locale, con le tecniche cinesi d’attacco ai punti vitali, così come le più vecchie forme di Chinto si sarebbero eseguite su un’asse trasversale, diverso dalla versione attuale che si esegue, dall’influenza del Shuri-te, su un’asse longitudinale. Si ritrova in molte scuole Shorin Ryu e diversi Stili attuali. Gichin Funikoshi, nel 1922, gli cambia il nome in "Gankaku" o "la gru sulla roccia" o "l’airone sulla roccia", dalla posizione su una sola gamba. Il kata  Chinto era fra i preferiti del Maestro Hironori Otsuka insieme ai PinanKushankuNaihanchi e Seishan. Il Kata è caratterizzato dalla posizione su una gamba per parare e calciare. Combina velocità e stabilità nonostante le numerose rotazioni, fluidità negli spostamenti e potenza nei contrattacchi. Tutte le sequenze si svolgono sull’unica asse longitudinale. Numerose doppie parate si eseguono contemporaneamente.

Jitte - Dieci mani. Chiunque né acquista la padronanza può dire di avere la resistenza di 5 uomini, o di poter affrontare 10 avversari. La radice "JI" significherebbe "la benevolenza". Trasmesso dalle scuole d’Okinawa, si riallaccia al Shuri-te. Lo ritroviamo a volte col nome giapponese "JUTTE" (10 mani). JITTE si pratica anche negli stili Shotokan e Shito Ryu. Numerosi spostamenti lungo l’asse centrale, e doppie tecniche di attacco e difesa.

Jion - trasmesso dalle scuole d’Okinawa. Alcuni autori lo riallacciano al Tomari-te mentre altri al Shuri-te. Il nome sarebbe quello di un antico tempio buddista. La radice "JI" significherebbe "la benevolenza" o "bontà di cuore". La sua origine è certamente comune con i kata Jiin e Jitte con i quali condivide la stessa radice e la stessa posizione di partenza col pugno destro nella mano sinistra all’altezza del petto. Jion è insegnato anche negli stili Shotokan e Shito Ryu. Nnumerosi spostamenti in tutte le direzioni, e tecniche doppie. Si dice che questo Kata debba essere eseguito con calma, forza e precisione nello spirito dei monaci buddisti.

Niseishi - Ramo Shuri-te d’Okinawa. Praticato in numerosi Stili di Karate, nello Shotokan viene chiamato Nijushi-ho, 24 passi. Il ritmo del Kata alterna momenti interpretati con controllata  lentezza come la prima parata e i Kake uke, seguiti da esecuzioni o combinazioni rapidi eseguite con forza.

Bassai - Bassai è uno dei Kata più antichi. Praticato dallo Shuri-te e dal Tomari-te, ci è stato trasmesso dalle scuole Shorin-ryu d’Okinawa. Originariamente Matsumura Patsai, alcuni stili né praticano due versioni, Bassai-dai e Bassai-sho. Conosciuto anche come Passai. Dal suo significato il Kata dovrà avere un'esecuzione dinamica e potente.

Wanshu - Proveniente dal ramo Tomari-te, il kata viene introdotto ad Okinawa nel 1683 da uno dei capi della missione cinese, chiamato Wang Xiu (Wanchu ad Okinawa), ed eseguito durante un secolo esclusivamente nel villaggio di Tomari. Questo kata è praticato anche nello stile Shito Ryu e nello Shotokan dove prende il nome"Empi", "il volo della rondine", probabilmente in riferimento al tempo di esecuzione che richiama il movimento a strattone di tale volo. Il ritmo del kata è caratterizzato da cambiamenti di fronte molto rapidi e combinazioni con variazioni di livello: attacchi alti, bassi e possibilità di proiezioni

Rohai - Le sue origini risalgono ad Okinawa (Tomari-te di Matsumura e Shuri-te). Influenzato dal Shorin Ryu (Rohai ge, Rohai chu, e Rohai jo), né esistono anche tre forme nello Shito Ryu, che secondo Kenei Mabuni sarebbero state create da Anko Itosu. Gichin Funakoshi, fondatore dello stile Shotokan, lo chiamò "Meikyo" dalle diverse possibili interpretazioni legate alla mitologia giapponese con la legenda di "Amaterasu" la Dea del sole, ed alla filosofia delle Arti Marziali che richiama ad uno stato mentale sereno, chiaro, liscio come la superficie di un lago o di uno specchio: "La danza Divina", "Specchio furbo", "Specchio liscio", "Specchio dell'anima", "Specchio chiaro". Hironori Otsuka, per il suo Wado Ryu, né riprese il nome di Okinawa dal significato "La visione di una gru bianca".  È un Kata eseguito su un unico asse trasversale. 

Kunpu Sarebbe stato creato dal Maestro Hironori Otsuka all'apice della sua esperienza per esprimere l'essenza del suo metodo. Se pur non iscritto ufficialmente nella lista dei kata Wado, esiste nel panorama dello stile attraverso alcune descrizioni o rappresentazioni di Maestri che dichiarano di essere stati vicini al Fondatore. E’ un sunto di tecniche e combinazioni significative, prese da vari kata dello stile. I passaggi eseguiti in modo speculare rispetto al solito stimolano la simmetria, spesso trascurata a favore di una ripetizione ossessiva dei kata, sempre nel verso stabilito.